Genova, 2000/2006
Credo
che il rosso e il blu siano i colori più belli del mondo;
credo che non ci sia mai limite al peggio, ma
credo che prima o poi la ruota girerà. E quando la ruota gira, gira
per tutti, per chi sta sotto ma anche per chi sta sopra;
credo che Paperino sia più simpatico di Gastone;
credo che sosteniamo la squadra più forte che il mondo ha visto
mai;
credo che la storia non si debba cancellare, ma ricordare e rispettare;
credo che dentro al cuore noi portiamo un grande sogno;
credo che quelli là non ci potranno mai capire. E menomale;
credo che "O campo do Zena a l'é a mae segonda cà",
e
credo che nessuno possa arrogarsi il diritto di demolire una casa. Soprattutto
chi la occupa abusivamente;
credo che solo chi soffre impara ad amare, e che non c'è
amore senza dolore;
credo che i rubinetti servano per regolare il deflusso dei liquidi da una
tubatura;
credo che Claudio Branco gioca meglio di Pelé;
credo che ringrazierò per sempre il cielo di esser nato genoano, e
credo che moltissimi, per questo, non mi capiranno: poverini, non sanno cosa
si perdono;
credo che non mi piegherò mai servilmente ai voleri di un padre padrone,
neppure se mi promettesse la luna. O semplicemente una Stella;
credo però che se un uomo, con rispetto, mi garantirà il futuro
e la possibilità di sognare ancora, gli darò tutto il sostegno
che merita;
credo che non ci arrenderemo mai: i migliori siamo noi;
credo che il terzo piano della Nord sia sempre pieno zeppo di gente, e che
Gianluca, con addosso la sua maglia rossoblù, tenga il megafono e guidi
i cori;
credo che quando guardo Genova al tramonto, e vedo il cielo rosso e il mare
blu, non sia un caso;
credo che noi abbiamo davvero un cuore grande così;
credo che sia molto difficile, ma ancor più gratificante, sopportare
le avversità e le più squallide menzogne senza reagire;
credo che non sputerò mai in faccia ai figli di un mio idolatrato benefattore,
né brucerò loro la macchina;
credo che non amerò mai un impostore che scappa all'estero per problemi
con la legge;
credo che se Andrea Doria si risvegliasse, quantomeno proverebbe a farsi cambiar
cognome;
credo che fino a che ci saranno undici ragazzi orgogliosi della loro maglia
a quarti rossoblù a correre su un campo, quegli undici ragazzi non
cammineranno mai da soli, e
credo che fino a che ad ogni angolo di strada vedrò una bandiera rossoblù
anche io non camminerò mai da solo;
credo che noi genoani non siamo "il bene" o "il male"
del Genoa:
credo che noi genoani siamo il Genoa;
credo che, in fondo, quando ci hanno rubato lo scudetto della stella, ci hanno
anche regalato un grande sogno;
credo che "bisogna saper perdere". Certo che se si imparasse anche
a vincere, ogni tanto...
credo che ciò che è successo il sette giugno duemilatrè
non potesse succedere in nessun luogo del mondo che non fosse lo 'Stadio comunale
Luigi Ferraris' di Genova;
credo che se ghe penso, alloa mi veddo o mâ.
Credo fermamente che vedrò la stella appuntata sulle nostre splendide
casacche. Magari anche solo dal terzo piano della Nord, in bella compagnia:
se non la vedrò io, la vedrà mio figlio, o mio nipote; ma prima
o poi il mio sangue tornerà a ribollire di gioia, come fece quando
scorreva nelle vene dei miei vecchi.
E credo che quando ciò succederà, perché so che succederà,
sarà in qualche modo la fine di un sogno. Ma vuoi mettere, che bel
risveglio...
Enzo
