Genova, 20/02/2003
Buongiorno
a lor signori, mi presento, son Garrone;
son qui e sono venuto per sorreggere il Grifone,
che ormai da tempo vive situazioni di gran cruccio
che, come capirete, può risolver solo Duccio.
Che c'è, voi non credete forse a queste mie parole?
Pensate che a Bogliasco riesco a far uscire il sole!
Per non parlar di come, col sol cenno delle mani,
riesco a zittire tutti i giornalisti più villani,
che invece di sparlare del mio sordido lavoro
si chinano, e mi edificano immensi ponti d'oro!
Credete forse voi, genoani, che io vi sia avverso?
Giammai! Pel vostro bene io lavoro a tempo perso,
cercando tra i cespugli qualche ramo un po' più forte
che possa sostenere voi, e le mie braccine corte,
nel piano che ho nel cuore per la mia Genova bella:
a Trasta, o a Cornigliano, una grande cittadella,
dove ogni giorno possa venir fuori del guadagno;
altrimenti, scusatemi, col doria come magno?
Che voi vogliate o meno non è cosa che mi tocchi:
e dai, lo sanno tutti che i tifosi sono sciocchi!
Me ne sono già accorto bene con i sandoriani:
qualsiasi cosa dica lor mi seguon come cani...
Pertanto, non temete, cari, penserò io a tutto,
per rendere il futuro vostro molto meno brutto,
ma solo una promessa io vi chiedo veramente,
col cuore in mano, cosa che io faccio raramente:
quando del doria a Trasta voi sarete succursale
venite tutti a fare acquisti al centro commerciale!
Così potrò contare sempre su maggiori incassi,
e voi la pianterete con 'sta storia di Marassi!
Enzo
(Scritta quando il signor Garrone aveva dichiarato la sua disponibilità a rintracciare qualche personaggio a lui gradito che potesse acquistare il Genoa e rendere così possibili i suoi "loschi piani"...)